Spesso tornare a casa la sera è davvero difficile. Ci si ritrova a dover indossare una maschera e far finta che tutto vada bene, che sia normale cenare senza comunicare con il proprio partner, guardare la televisione ritrovandosi a sorridere o commuoversi da soli oppure leggere un libro faticando ad andare oltre le prime pagine.
A letto poi, quando si fatica a prendere sonno, ci si rende conto che qualcosa nel rapporto non va, come se si fosse rotto qualcosa. Eppure, nonostante questa presa di coscienza, ci si tiene tutto dentro, la distanza con il partner aumenta e i silenzi diventano burroni bui che sembrano incolmabili.
La sola idea di affrontare la situazione spaventa, temendo che il litigio incombente possa far precipitare la situazione, ignorando che anche il confronto più duro potrebbe arginare la crisi di coppia.
Chi pensa che una coppia serena non litighi mai sbaglia: l'esperto John Gottman afferma che una relazione d'amore non è messa in crisi da un eventuale conflitto, ma da come questo confronto viene gestito. Due persone che discutono in maniera pacata esponendo le proprie ragioni e ascoltando quelle dell'altro, non stanno litigando ma costruendo.
Una coppia serena non ha paura di esporre il problema, ma piuttosto desidera farlo al più presto per preservare il rapporto. Quando invece si evita di parlare per paura di ferire il partner o che addirittura ponga fine alla relazione, subentra un immobilismo che crea sofferenza, ma che non si riesce a superare.
Viene meno quella connessione emotiva che è alla base di ogni rapporto: non c'è più empatia, non ci si sforza più di capire l'altro, manca il sostegno nei momenti difficili, non si ha interesse per le esperienze o i successi del partner e non c'è più l'agio nel mostrare le proprie debolezze per paura di essere giudicati.
Il silenzio crea solo una pace apparente, ossia un'esistenza quotidiana dove non si cerca il confronto non perché non ci siano motivi, ma solo per paura di mettersi a nudo e combattere: la pace apparente è una mera sopravvivenza, mentre quella reale presuppone coraggio e lotta per difendere un amore sincero, dove si è sé stessi e non ciò che vogliono gli altri.
Amare non significa stare in silenzio, dire sempre sì e accettare tutto dell'altro: quante volte nella mente si pensa "non litighiamo più ma non va bene". Amare è accettare l'altro, comprendere il suo disagio e prendere coscienza delle proprie mancanze. Per farlo serve il confronto, anche animato: allora perché molte coppie non litigano più e preferiscono perdersi?
È importante sottolineare che nulla succede all'improvviso, perché se così fosse sarebbe come un urlo assordante che il partner non potrebbe non ascoltare.
Tutto inizia solitamente gradualmente, con rinunce, segnali silenziosi e accettazioni apatiche e disinteressate. Le conversazioni diventano meccaniche e funzionali, con meno "come stai?" e più "hai portato i bambini a scuola?".
Si fatica a condividere un'esperienza insieme, fosse anche un semplice film da vedere al cinema: al massimo si trascorre il tempo insieme per i figli o in famiglia nelle feste comandate. Anche l'intimità diventa un atto poco voluto e sentito, adempiuto meccanicamente come se fosse un dovere.
Evitare il conflitto, sopprimere emozioni, bisogni e pensieri non è segno di maturità, ma significa piuttosto scappare dalle responsabilità e perdere autenticità.
Questa situazione porta a una stanchezza emotiva nella coppia: ci si sente tristi e depressi, suscettibili e irritabili, con un senso di apatia che porta a uno scarso coinvolgimento anche in quelle situazioni emotivamente rilevanti.
La mancanza di dialogo e i silenzi all'interno di una coppia non rappresentano un'ancora di salvezza. Il più delle volte questi atteggiamenti sono il sintomo di una vera e propria indifferenza nella relazione. Si tratta di un fenomeno emotivo, cognitivo e comportamentale che si traduce in una sostanziale mancanza di interesse per l'altro: non solo si smette di condividere e comunicare, ma non si prova più empatia per i sentimenti e l'emotività dell'altro. Anche nell'intimità, manca il coinvolgimento e un semplice gesto di affetto, come una carezza o un abbraccio, diventa uno sforzo immane da compiere.
L'indifferenza rende il rapporto di coppia asettico, aumenta la distanza emotiva, inasprisce il risentimento e fa crescere progressivamente le frustrazioni. Logora il rapporto più di un litigio, perché nel confronto ci si mette a nudo e si tira fuori tutto ciò che si ha dentro: un litigio ben gestito può portare a una crescita della relazione, che potrebbe essere poi vissuta in maniera più aperta e spontanea, senza filtri o paure.
Quante volte, dopo aver litigato con il proprio partner, ci si ritrova magari in auto silenziosi e imbronciati? È capitato a tutti, ma in molti casi si ritorna a parlare qualche ora più tardi. È una dinamica di coppia, un gioco, che può anche far bene al rapporto se non è esasperata e trascinata nel tempo.
Quando invece il silenzio viene messo in atto per influenzare il partner, controllarlo e manipolarlo facendolo sentire in colpa, diventa un'arma e, come tale, può fare male al rapporto. Si tratta di una forma di silenzio punitivo che chiude e impedisce all'altro di capire il problema e magari di provare a porvi una soluzione.
Ci sono poi quei silenzi che non hanno una matrice negativa, ma sono figli della paura di perdere la persona che si ama e di ferirla o sono conseguenza della difficoltà di esprimere i propri sentimenti. In questo caso si ricade in quella pace apparente dove, con la scusa di evitare il problema o di proteggere il rapporto, si aumenta ancora di più la distanza.
Il silenzio di coppia, in queste fattispecie, non è un'assenza di maturità, ma una sorta di muro senza spiragli che acuisce la crisi di coppia.
Se si sta vivendo una crisi di coppia, cosa fare allora? La consapevolezza è il primo passo per risolvere le difficoltà in una coppia che non comunica: quando infatti ci si rende conto che nonostante non ci siano più litigi, non si è comunque felici e sereni, allora è il momento di prendere in mano la situazione.
È importante tornare a focalizzare le proprie energie sul rapporto che si vuole salvare, riconoscendo il proprio disagio ma anche quello del partner, pensando al qui et ora. Il dialogo nella coppia è fondamentale per lasciarsi andare e liberare le proprie sofferenze, mostrando la propria vulnerabilità. Non bisogna vivere questo sfogo come una sconfitta, ma con l'orgoglio di voler salvare un amore e dirsi un giorno "non è andata ma ci ho provato".
Per ricostruire una realtà nuova in cui entrambi possano trovarsi confortevoli, bisogna però mettere da parte la critica distruttiva e un atteggiamento difensivo: non si tratta di riportare una vittoria personale, ma di curare il rapporto e risolvere i problemi gradualmente.
Un aiuto esterno da parte di un professionista può aiutare la coppia a trovare la strada giusta per iniziare una cura emotiva che da soli, magari per inesperienza o emotività, non si riesce a intraprendere.
In conclusione, se c'è ancora un profondo affetto, nulla è perduto e la risoluzione può venire proprio da ciò che si teme di più, il litigio: un confronto costruttivo e rispettoso può essere il mattone per una relazione rinnovata e stimolante per la coppia, con la prospettiva di un futuro che non spaventa più, ma incuriosisce.
